La Macedonia del Nord dirà addio ai combustibili fossili entro il 2028

Il Primo Ministro macedone Zoran Zaev annuncia che il governo sta pianificando di chiudere le centrali alimentate a carbone presenti nel paese entro il 2028.

Per controbilanciare l’impatto che questa operazione avrà sulla produzione energetica, il paese investirà nello sviluppo di sistemi ad energia rinnovabile per un totale di 2200 MW “1600 MW in impianti ad energia solare e 600 MW in parchi eolici”.

Questa operazione farà parte del più ampio progetto relativo al Green Deal e alla transizione del paese verso nuove fonti di energia rinnovabili.

Dobbiamo inoltre ricordare che la Macedonia del Nord era stato un dei primi paesi ad annunciare la svolta ecologica ad inizio 2020. All’epoca erano allo studio tre scenari: due di questi prevedevano una scadenza al 2025 e il terzo prevedeva un’uscita del carbone entro il 2040.

Negli ultimi anni, diversi investimenti sia privati che pubblici hanno portato alla creazione di impianti ad energia solare, eolica e idrica nel paese. La compagnia tedesca WPD ha annunciato che costruirà un parco eolico dalla capacità di 400KW mentre la ESM “società controllata dallo stato” si sta preparando alla realizzazione di un impianto ad energia solare dalla capacità di 300-350 MW.